Valore del Vino ha un occhio di riguardo nell'informate sui rischi annessi al consumo di alcolici e superalcolici. Un consumo di alcolici, moderato e consapevole, e responsabile, è del tutto compatibile con la vita personale e sociale delle persone ed anzi, in alcuni casi, può addirittura migliorarne la qualità.
Bere senza sapersi controllare o bere nel momento, nel luogo, o per motivazioni sbagliate significa bere in maniera non responsabile. Un uso dell’alcol non responsabile può comportare rischi anche gravi per la salute e la sicurezza degli individui e per la loro convivenza civile.
Quando bere è comunque un rischio
Esistono categorie di persone (i bambini e gli adolescenti, chi assume certi farmaci, gli ex alcolisti) o particolari situazioni (il lavoro, la guida) e fasi della vita (la gravidanza) in cui il consumo di alcol, anche se moderato, può comunque costituire un pericolo. È molto importante far crescere consapevolezza su questi pericoli in modo che anche chi si trova in queste situazioni possa tenere comportamenti idonei in fatto di consumo di bevande alcoliche.
In Italia da poco è stata vitata la vendita e la somministrazione di alcolici e superalcolici ai minori di 16anni. Valoredelvino.com prendendo atto di tale normativa e condividendone i principi non vende prodotti alcolici ai minori di 16 anni fatto salve normative più restrittive vigenti in altri paesi europei o extraeuropei.
Bere in gravidanza
Bere alcol in gravidanza può creare problemi al nascituro. L'alcol, infatti, è in grado di attraversare la placenta e di arrivare al feto in una concentrazione di poco inferiore a quella presente nel sangue materno.
Sulle cellule e sui tessuti in crescita del feto l'effetto di quantità anche moderate di alcol è particolarmente negativo e può determinare malformazioni alla nascita, soprattutto cerebrali. Il rischio sembra essere maggiore nelle primissime fasi della gravidanza. Non è possibile fissare una dose minima di alcol da considerare pericolosa in gravidanza in quanto esistono forti variabili individuali. È quindi preferibile astenersi completamente dal bere durante questo delicato periodo della vita.
L’astensione dall’alcol deve essere estesa anche alla fase di allattamento. Infatti, l'alcol passa nel latte materno e può quindi danneggiare anche il neonato, il cui organismo non è assolutamente in grado di metabolizzarlo.
Alcol e guida
Guidare è un’attività complessa che richiede chiara capacità di giudizio, buona coordinazione dei movimenti, riflessi rapidi e vista efficiente. Chi guida un veicolo deve esserne consapevole per non mettere a rischio la sua vita e quella degli altri.
L’alcol presente nel sangue di chi beve allunga i tempi di reazione, riduce l’acutezza visiva e ostacola la coordinazione motoria. Bevendo via via quantità più elevate di alcol la guida diventa sempre più imprecisa e si è incapaci di fronteggiare gli imprevisti.
La quantità di alcol da non superare per non influenzare minimamente lo stato di vigilanza necessario per guidare in modo sicuro cambia in funzione di fattori soggettivi come il sesso, il peso, l’altezza, l’età, lo stato di salute, le condizioni di fatica e di riposo, l’uso di alcuni tipi di farmaci.
Per non correre inutili pericoli e non farli correre agli altri, il consiglio è semplice: se devi guidare, non bere; e se hai bevuto, fai guidare qualcun altro.
Comunque, in tutti i paesi, compresa l’Italia, la legge fissa la quantità di alcol massima che può essere presente nel sangue di una persona alla guida (alcolemia). Superato questo limite iniziano a scattare le sanzioni la cui severità aumenta in funzione proporzionale al superamento del limite stesso.
Alcol alla guida: le norme in vigore
L’art. 5 del decreto legge sulla sicurezza stradale, convertito in legge il 2 ottobre 2007, dedicato alla “guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di stupefacenti”, introduce per la guida in stato di ebbrezza 3 gradi d’intensità della violazione, ai quali corrispondono 3 diversi livelli di sanzioni, più severe di quelle previste in precedenza:
- guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico fra 0,5 e 0,8 g/l: ammenda da 500 a 2 mila euro; sospensione della patente da 3 a 6 mesi
- guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico fra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda da 800 a 3.200 euro; arresto fino a 3 mesi; sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno
- guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: ammenda da 1.500 a 6 mila euro; arresto fino a 6 mesi; sospensione della patente da 1 a 2 anni.
Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, tutte le pene sopra indicate vengono raddoppiate.
Il tasso alcolemico dev’essere misurato con l’etilometro. Se il conducente rifiuta la misurazione, scatta una sanzione pecuniaria da 2.500 e 12 mila euro, la sospensione della patente per un periodo fra 6 mesi e 2 anni e il fermo amministrativo del veicolo per 6 mesi.
Sappiamo tuttavia che già a valori di alcol nel sangue nettamente inferiori ai limiti stabiliti per legge si possono avere effetti pericolosi per la guida come ad esempio la sopravvalutazione delle proprie capacità di controllo.
Niente alcol durante il lavoro
Chi manovra macchinari pericolosi o svolge attività in cui la precisione e il coordinamento dei movimenti è di fondamentale importanza, non deve mai bere durante le ore di lavoro per non mettere a repentaglio la propria e l’altrui sicurezza.
Bere alcol durante l’intervallo di pranzo può determinare un calo di rendimento anche in chi svolge un lavoro sedentario. Dopo aver bevuto si tende, infatti, a fare più errori e a giudicare le situazioni in modo meno oggettivo.
Gli anziani sono più sensibili
L’organismo invecchiando diventa più sensibile all'effetto dell'alcol e fatica maggiormente a metabolizzarlo. La minore efficienza psicofisica può inoltre esporre l’individuo anziano ad un maggior rischio di infortuni e a turbe del sonno. Le Linee Guida dell’INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione) per il consumo delle bevande alcoliche, in accordo con le indicazioni dell’OMS, consigliano agli anziani che non vogliono rinunciare al piacere di bere, di non superare i 12 g di alcol al giorno, pari ad 1 Unità Alcolica senza distinzioni tra uomini e donne.
Gli adolescenti sono i più vulnerabili
I giovani, in particolare gli adolescenti, per ragioni legate alla particolare fase di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, rappresentano una fascia di consumatori di bevande alcoliche alla quale bisogna guardare con speciale attenzione.
La fascia tra i 16 e i 18 anni è forse la più vulnerabile, perché da una parte non è tutelata dalla legge come i ragazzi più giovani (sotto i 16 anni esiste il divieto di somministrazione di bevande alcoliche), dall’altra non possiede ancora in modo completo né la capacità di metabolizzare l’alcol, nè la maturità necessaria a gestire responsabilmente una bevanda alcolica.
È quindi particolarmente importante far nascere e crescere nei giovani, a partire dall’educazione familiare, una cultura delle bevande alcoliche legata ad uno stile di vita sano e corretto e a valori positivi di socialità e convivialità.
Il modello familiare è molto importante
In una famiglia dove si beve in modo moderato, durante i pasti o per festeggiare un’occasione gioiosa, più difficilmente i figli tenderanno ad associare il consumo di alcolici a comportamenti trasgressivi o ad utilizzarlo in modo scorretto e senza controllo.
Tra i messaggi educativi che si trasmettono ai figli dovrebbe sempre essere presente un’adeguata conoscenza dell’alcol e delle bevande che lo contengono e la consapevolezza degli effetti negativi che un eventuale consumo inadeguato di alcol può provocare a se stessi e agli altri.
Responsabilizzare è più efficace che proibire
Cercare di dissuadere un adolescente dall’accostarsi all’alcol attraverso la proibizione a consumarlo è inutile e controproducente. L’età adolescenziale è, infatti, di per sé caratterizzata da una tendenza alla critica e alla contestazione, oltre che dalla naturale ricerca di sperimentazione dei propri limiti.
L’unica possibilità per tenere i giovani al riparo dai rischi degli eccessi da alcol è creare in loro un’adeguata consapevolezza sul limite che separa l’uso dell’alcol dall’abuso, e la conseguente capacità di autogestire correttamente i propri comportamenti.
Che cosa significa “abuso di alcol”
L'abuso di alcol può essere acuto (un'eccessiva quantità di alcol assunta in una sola occasione) o cronico (dosi eccessive di alcol assunte continuativamente per lunghi periodi di tempo). Entrambi causano danni gravi alla salute.
L'alcol ingerito a forti dosi altera il metabolismo, influisce sulla pressione sanguigna, influenza il ritmo del cuore e può causare forme d'intossicazione anche gravi (intossicazione acuta da alcol).
Danni epatici gravi come la cirrosi, malattie cardiache, nervose e certi tipi di tumori sono le principali conseguenze di un uso smodato e prolungato nel tempo di bevande alcoliche.
Che cosa significa “dipendenza da alcol”
L'individuo dipendente dall'alcol non riesce a controllarne il consumo e non può fare a meno di bere. Ciò può dipendere da un abuso continuativo di bevande alcoliche, ma anche da una predisposizione genetica o da condizioni ambientali. La mancata assunzione di alcol da parte di una persona che ne è dipendente provoca sintomi psicologici e fisici da astinenza. Chi soffre di dipendenza da alcol perde progressivamente la capacità di relazionarsi, lavorare ed agire, con evidenti gravi conseguenze personali, famigliari e sociali.
Fonte: www.beviresponsabile.it
